CL’entroterra di Ancona città è costituito in larga parte da  “Aspio e Dintorni”,  per cui ci si è sentiti in dovere di analizzare in grandi linee la storia della città Dorica. Il lettore dunque non si troverà davanti a trattati di storia, ma a semplici note di collegamento  delle origini della nostra gente per fatti realmente accaduti.

È noto che nel territorio attuale, assegnato alla città di Ancona, già dal IV secolo a.C. si fosse insediata una colonia di emigranti Greci, forse provenienti da Siracusa.
Fu città “dorica” perché I Dori insieme ad AcheiIoni ed Eoli diedero origine all’Ellade, cioè alla Grecia.
Ancona ben presto, in possesso di strutture organizzative, sia pur embrionali, sotto il profilo economico e sociale,  fu di diritto definita “Polis”, dunque città. Gli stessi reperti archeologici, rivenuti nel suo territorio,  ci conducono a ritenere  che quanto asserito,  rispondesse alla realtà dei fatti e che la lingua corrente assai diffusa fosse il greco. I commerci fiorenti nella  furono tali e tanti  che i nativi mostrassero per quasi tre secoli un fiero attaccamento al carattere e alla cultura greca, tanto da opporre una forte resistenza alla romanizzazione in avanzamento costante dal sud. Sabini

All’arrivo dei Romani nel Piceno, Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e quella romana. Solo nel 90 a.C. tuttavia  nell’agro anconitano fu istituito in seguito a seguito della Legge Agraria.

Ancona può dirsi città romana, pur rimanendo per alcuni decenni un’isola linguistica e culturale greca. In età imperiale Ancona svolse per Roma la funzione di collegamento marittimo con l’Oriente e l’imperatore Traiano ne ampliò il porto per agevolare la spedizione delle sue legioni a estendere per poi difendere i “limes ” nella valle del Da

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